giovedì 8 luglio 2010

Pesca e zanzare



Da sempre gli appassionati di pesca notturna hanno avuto, nei mesi più caldi, un nemico implacabile, le zanzare. Ora ci sono in vendita delle piccole lanterne che sfruttando il calore prodotto da un lumino, fa evaporare l'insetticida contenuto nelle piastrine. Costano una decina di euro e necessitano di piastrine apposite.
Ho quindi provato a copiare l'attrezzo utilizzando un vasetto di vetro cui ho sostituito il tappo con un disco di rame con quatto piedini che agganciano la filettatura, l'ho provato e funziona, purchè si faccia un forellino nel vetro (vicino alla base) per il tiraggio, altrimente benchè ci sia spazio tra vetro e coperchio,la candelina tende a spegnersi. L'autonomia è di circa tre ore, e sulla superficie del coperchio si possono mettere due piastrine. Il manico in filo di ferro è importante perchè il vetro si scalda molto.
Una buona alternativa, economica e a lunghissima autonomia, è la classica lanterna a petrolio, anche questa fornita di disco di rame sulla cima. Questa ha il vantaggio di poter regolare la temperatura, e fornire un poco di luce sulla postazione di pesca.
Dalle mie parti anche se sei coperto di repellente, alle dieci di sera le zanzare sono così fitte che le respiri dal naso, ma con un paio di questi "fornelletti" artigianali e l'immancabile repellente nella versione più concentrata si può sopravvivere tutta la notte.

mercoledì 16 giugno 2010

Carpe con la pastella





Tra poco si apre la pesca della carpa, e per chi volesse provare a pescare questo simpatico ciprinide, senza trasformarsi in un adepto del carp-fishing puro con tutti gli attrezzi dedicati, segnalatori acustici, rod pod e altre meraviglie dal nome inglese, consiglio di provare l'hair rig per la pastella. Sinceramente non so se esiste in commercio, ma comunque è facilissimo da preparare. Si usa un filo d'acciaio armonico di diametro circa 0,50 e con una pinza a becchi tondi, si prepara una specie di mollettina come quella della foto, che tratterrà la pallina di pastella molto vicino all'amo, Cominciamo legando circa mezzo metro di un sottile trecciato alla nostra mollettina, quindi leghiamo l'amo con un "non nodo" che è un particolare modo di legare l'amo ad occhiello per l'hair rig, descritto molto bene su questo sito di carp fishing http://www.passionecarpfishing.it/hair-rig.asp un pezzetto di tubicino completerà l'opera. La pastella funzionerà meglio se sarà piuttosto consistente, in modo da resistere per qualche tempo all'assalto dei pesciolini che comunque cercando di sbriciolarla contribuiscono a diffondere intorno l'aroma e possono attirare l'attenzione di qualche carpa di passaggio.
Questo metodo richiede comunque un minimo di pasturazione, e avremo maggiori soddisfazioni dopo qualche giorno di pesca. Pescando con l'hair rig, la carpa col suo tipico modo di cibarsi, aspirando ed espellendo la pallina di pastella facilmente si pungerà con l'amo libero, quindi cercherà di ritrarsi ed è per questo che è fondamentale che il piombo sia fisso, affinchè faccia da stop permettendo all'amo di penetrare più in profondità nel labbro del pesce.
A questo punto la carpa parte decisa e bisognerà avere un mulinello con bait runner o la frizione ben aperta se non vogliamo vedere sparire in acqua la nostra attrezzatura.
dopo la cattura, slameremo facilmente la carpa in quanto l'amo sarà sempre nel labbro, e mai in gola

venerdì 29 gennaio 2010

Manutenzione invernale

L'inverno è per tutti un periodo di attività ridotta, per chi come me pesca il luccio a spinning, c'è uno stop obbligatorio per il periodo della riproduzione, che nella provincia di Pavia va dalla fine di Gennaio alla fine di Marzo. Comunque, dato che i lucci io li mangio, per evitare di pescare (e dover rimettere in acqua) qualche grossa femmina con l'addome gonfio di uova, io smetto di pescare già prima di Natale. Approfittiamo dunque di questa forzata inattività per la manutenzione dell'attrezzatura, magari per fare quelle riparazioni rimandate nella bella stagione, perchè lunghe e laboriose, o dall'esito incerto. A tutti sarà capitato di avere un mulinello con l'archetto che non scatta più come una volta, nel 99% dei casi questo è causato da una deformazione dello stesso, causata da una caduta, un urto accidentale o da schiacciamento durante il trasporto. Per verificarlo basta smontare l'archetto, anche da una sola parte, si vedrà che l'archetto risulta più "largo". Per ovviare a questo inconveniente è meglio smontare completamente l'archetto, e ripristinare la curvatura originale, procedendo per tentativi, a mano, finchè montandolo vedremo che si inserisce perfettamente senza tirare in fuori o in dentro.
Non metto nessuna foto per spiegare il semplice procedimento, perchè non mi va di stortare nessun archetto dei miei mulinelli, quando mi capita li riparo appena possibile.

giovedì 26 novembre 2009

Indimenticabile novembre 2009















Novembre eccezionale, tre lucci di rispettabile dimensione, almeno dal mio punto di vista.
Peso: 5,800, 3,400 e 5,500 kg. Considerando che già in ottobre ne avevo preso uno da 5,200 kg, credo che un autunno così non mi capiterà mai più.
Sono tutti vittima della mia ultima creazione, un cucchiaino ondulante martellato, ad amo singolo senza ardiglione, con protezione antialga, lungo 12 cm e pesante circa 20 grammi.
Grande emozione, chilometri su chilometri di rive molte volte impervie, impigliandomi tra rovi, ortiche e ramaglie, sotto un cielo grigio a volte piovigginoso, a volte in posti mai visitati e scovati studiando le immagini di Google Earth.
Ho lasciato la canna da 2,70 a favore di quella da 2,40, che negli ambienti infrascati credo sia il miglior compromesso, infatti chi cerca di infilarsi nella vegetazione vorrebbe avere una canna da un metro, ma quando dopo aver agevolmente lanciato si trovasse attaccato un pesce da tre o quattro chili, vorrebbe averne in mano una da tre metri.

lunedì 23 novembre 2009

Utili accessori


Ho recentemente visto in vendita un accessorio aggiuntivo per trapano, che serve a mescolare la pastura, simile a quelli usati dai piastrellisti per mescolare la colla nel secchio, o dagli imbianchini per mescolare il colore, solo più piccolo in quanto destinato ad un trapano a batteria, essendo difficile avere l'elettricità sulla scogliera o sulla riva del fiume.
Personalmente non mi porterei mai dietro un trapano a batteria per andare a pescare, invece uso da qualche anno una semplice frusta a mano, che permette di muovere la pastura mentre la si bagna, senza sporcarsi le mani, e ottenendo un composto ben aerato e soffice senza bisogno di setacciarla. Questa nella foto l'ho fatta con l'acciaio inox, ma va benissimo una di quelle da cucina, magari scartata dalla consorte a favore di quelle più moderne con il rivestimento in teflon.
Un altro accessorio indispensabile, specialmente per chi va sugli scogli, è un semplice gancetto da avvitare al manico del guadino, e che se ci cade qualcosa fra gli scogli, ci potrebbe permettere di recuperarlo. A questo proposito converrà legare un'asola di cordino a quegli accessori ( scatolette, coltello, ecc ) che non offrono un aggancio.

giovedì 5 novembre 2009

Uscita a spinning


Luccio di 5,800 Kg.
Ecco il risultato dell'uscita di oggi 5 novembre. Cielo grigio, aria di pioggia, insomma condizioni meteo ideali, tant'è che sono uscito alle 14,30 ed alle 16 ero già di ritorno.

sabato 24 ottobre 2009

Sostituzione degli anelli






Sarà capitato a tutti i pescatori di trovarsi con un anello della canna rotto, se a rompersi è il telaio dell'anello, non c'è niente da fare, si porta da un'abile artigiano, specialmente se la canna è recente e se vogliamo riaverla come nuova, e la facciamo riparare. Se invece non ci importa di avere la legatura perfettamente uguale alle altre, la canna è vecchia, facciamo noi la riparazione, bisogna tagliare la legatura, togliere tutti i residui di vernice e con pochissima colla a caldo incollare nella corretta posizione un anello nuovo. Facciamo poi una bella legatura che poi spalmiamo generosamente con resina trasparente epossidica a due componenti, magari mascherando con nastro adesivo di carta le parti che non vogliamo sporcare. La parte difficile sta nel far asciugare lo strato di resina senza colature, e l'unica è tenere la canna orizzontale e farla ruotare lentamente finchè la resina non è indurita, cioè dai 5 ai 10 minuti.
Se invece a rompersi è solamente l'anellino di pietra dura interno, quelli in SIC, si può facilmente sostituire solo quello, avendo il vantaggio di fare noi una riparazione assolutamente invisibile.
Basterà misurare con il calibro il diametro interno dell'anello del telaio e procurarci un anello nuovo che abbia l'anello di pietra dello stesso diametro, tagliare con un tronchese il telaio per poterlo estrarre, raschiare l'esterno per togliere eventuali tracce di colla, posizionarlo sul telaio della nostra canna verificando che sia della misura giusta (deve rimanere in posizione anche senza colla) e infine incollarlo con una goccia di cianoacrilato.
Le immagini vogliono illustrare a chi ci volesse provare, il metodo per fare una buona legatura.