Non si finisce mai di imparare, domenica ho visto in azione uno di questi stravaganti artificiali, e mi sono convinto della loro efficacia, specialmente in posti poco profondi o in vicinanza di canneti o altri rifugi per i predatori, da dove questa esca, con la sua azione rumorosa possa farli uscire.
La maggior parte dei buzzerbait ha l'elica di alluminio, perchè essendo leggera gira più facilmente, ma io non disponendo al momento di alluminio da 0,5 o 0,6 e fedele all'idea di costruire le esche con quello che si ha a disposizione, ho usato un pezzo di lattina dell'olio, che si taglia con un comune paio di forbici. L'elica è copiata da un costoso buzzer in commercio, e la gonnellina è fatta con strisce di camera d'aria da bici.
Sono andato subito a provarlo in acqua, gira che è un piacere!
Il blog dell'Antonio, suggerimenti e consigli per costruirsi esche artificiali, galleggianti bombarde e altri piccoli accessori per la pesca, sia in acqua dolce che in mare, con poca tecnologia e materiali di recupero.
mercoledì 6 agosto 2014
mercoledì 4 giugno 2014
Inglese scorrevole con pasturatore
Per pescare in mare ad una certa profondità senza appoggiare l'esca sul fondo, è indispensabile usare un galleggiante scorrevole, che ci permetterà anche con una canna relativamente corta di pescare a 4, 5 metri o anche molti di più di profondità. Personalmente preferisco di gran lunga l'inglese, perchè è molto più semplice da lanciare e non si ingarbuglia praticamente mai, qualità apprezzabilissima specialmente se peschi di notte.
Questo tipo di lenza deve essere piuttosto pesante, non si può pescare a scorrevole con un grammo, allora tanto vale usare un piccolo pasturatore che contiene giusto un pizzico di bigattini, che però escono direttamente sopra l'esca, evitando di fiondare qua e la con il rischio di disperdere i pesci invece di concentrarli. Ho fatto il pasturatore usando una siringa di plastica da 10 ml, ma ognuno può sbizzarrirsi con quello che ha sottomano, o comprarne di già pronti, l'importante è che non sia troppo ingombrante.
Il pasturatore dev'essere fisso sulla lenza, quindi io ci ho fatto passare un pezzo di filo dello 0,30 lasciando lo spazio per poterlo aprire, con una girella sopra dove legare il filo del mulinello con infilato l'aggancio del galleggiante, ed una sotto dove legare la lenza con il finale, Bisogna piombarlo e poi testarlo per vedere quanto pesa sul galleggiante.
Sembra complicato, ma una volta preso il ritmo, funziona che è un piacere, le abboccate non si faranno attendere e spostando il nodo di stop potremo variare la profondità di pesca a piacimento.
Utilissimo un treppiedi con portaesche in modo di non doverci abbassare ad ogni ricarica del pasturatore e per appoggiare la canna in fase di slamatura.
Questo tipo di lenza deve essere piuttosto pesante, non si può pescare a scorrevole con un grammo, allora tanto vale usare un piccolo pasturatore che contiene giusto un pizzico di bigattini, che però escono direttamente sopra l'esca, evitando di fiondare qua e la con il rischio di disperdere i pesci invece di concentrarli. Ho fatto il pasturatore usando una siringa di plastica da 10 ml, ma ognuno può sbizzarrirsi con quello che ha sottomano, o comprarne di già pronti, l'importante è che non sia troppo ingombrante.
Il pasturatore dev'essere fisso sulla lenza, quindi io ci ho fatto passare un pezzo di filo dello 0,30 lasciando lo spazio per poterlo aprire, con una girella sopra dove legare il filo del mulinello con infilato l'aggancio del galleggiante, ed una sotto dove legare la lenza con il finale, Bisogna piombarlo e poi testarlo per vedere quanto pesa sul galleggiante.
Sembra complicato, ma una volta preso il ritmo, funziona che è un piacere, le abboccate non si faranno attendere e spostando il nodo di stop potremo variare la profondità di pesca a piacimento.
Utilissimo un treppiedi con portaesche in modo di non doverci abbassare ad ogni ricarica del pasturatore e per appoggiare la canna in fase di slamatura.
lunedì 5 maggio 2014
Sostituzione della pietra SIC dell'anello guidafilo
Capita a tutti di rompere o perdere la parte interna dell'anello guidafilo, il materiale di cui è composto pur essendo durissimo all'abrasione è anche fragile agli urti , basta un colpo contro un sasso e l'anello salta.
A questo punto normalmente si sostituisce l'intero anello, ma se non abbiamo il filo per legature dello stesso colore, o temiamo di fare un cattivo lavoro che poi avremo sempre davanti agli occhi, possiamo scegliere di sostituire soltanto la parte interna, la cosidetta pietra in carburo di silicio.
Per fortuna questi anellini hanno misure standardizzate e non è difficile trovare un anello che contenga la "pietra" che ci serve, io l'ho tolta da un vecchio anello apicale, ma questo sistema è conveniente anche comprando l'anello nuovo. Per prima cosa bisogna tagliare il contorno di metallo dell'anello "donatore", usando una sega per metalli molto fine, oppure come ho fatto io, con il disco da taglio della smerigliatrice, tenendo in mano l'anello (anche se il disco toccherà la pietra non la scalfirà)
Bisogna pulirla bene per togliere tutti i residui di colla sull'esterno dell'anellino che ha forma cilindrica, una volta pulita la pietra, si pulisce bene anche l'interno dell'anello metallico attaccato alla canna, magari aiutandoci con un pezzo di carta abrasiva arrotolato su un bastoncino tondo, finchè l'anellino in SIC andrà ad incastrarsi nell'anello metallico.
Basterà ora una goccia di colla Attak ed il lavoro è finito
lunedì 9 dicembre 2013
Immacolata con il cappotto
Il tempo è stato bello tutta la settimana, venerdì pomeriggio c'erano addirittura 15 gradi e anche se di notte gela, durante il giorno il sole rende la temperatura sopportabile, così con l'amico Valentino, qui immortalato durante l'azione, programmiamo per Domenica 8 Dicembre un'uscita pomeridiana. Il tempo è quello che si vede nella foto, nebbia fitta per tutto il giorno. In inverno le giornate sono corte e un pomeriggio di pesca in questa stagione vuol dire circa due ore. Dopo una mezzoretta Valentino mentre armeggia con il picchetto sente cantare la frizione del suo bait-runner, e si perde una decisa abboccata, in quanto a me dopo oltre un'ora di assoluta inattività, così tanto per fare qualcosa, provo a sostituire il finale "standard" che uso di solito, cioè 70 cm circa di 0,20 e amo del 12 con un finale di due metri fatto con tre spezzoni a scalare, dallo 0,28 - 0,24 - 0,20 annodati con il nodo da shock-leader, seguendo la teoria che dice che in posti molto frequentati i pesci imparano in qualche modo a temere il pasturatore. Pare che questo migliori un pochino la situazione (o forse dipende dalla pasturazione continua) tanto che pare di vedere qualche timida toccata. Alla fine riesco a ferrare una breme che si slama prima di arrivare in vista del guadino. Cappotto per entrambi, non è la prima nè l'ultima volta che capita, ci riproveremo domenica prossima.
domenica 10 novembre 2013
Legering in Novembre
Sono tornato ancora sul Po, non ci sono più le zanzare, se ci fosse il sole non mi dispiacerebbe affatto, ma in prevalenza il tempo in Novembre è grigio, e nei giorni di alta pressione, quando a trecento metri di altitudine si godono il sole, noi in Lomellina sprofondiamo nella nebbia. Il livello dell'acqua è basso come in estate e si vede il fondo dove c'è quasi un metro di profondità, che per il Po vuol dire acqua limpida, si pesca bene e sono anche spariti dalla circolazione i barbetti nostrani che in estate rendevano impossibile pescare con il bigattino. Adesso dopo i primi tre o quattro pasturatori la canna non ha mai neanche dato una minima scossettina, e i bigattini innescati sono ancora intatti. Io non demordo, e continuo a riempire il pasturatore da 50 grammi con pastura e bigattini e ad insistere sullo stesso punto. Ci vuole circa un'ora per vedere qualche timido segno della presenza dei pesci e solo dopo un'altra mezz'ora abbocca il primo barbo, che strappa quasi subito il finale dello 0,20 (probabilmente danneggiato). Prima che faccia buio riesco a prendere sei pesci; due barbi, tre breme e un aspio, tutti di buona taglia, ma ora bisogna tornare perchè è già buio e ci vuole circa un quarto d'ora a piedi per arrivare al parcheggio. Mi metto la pila da testa, illumino intorno per assicurarmi di non aver lasciato niente e mi incammino. Arrivando ho visto numerose tracce di cinghiali sul sentiero che attraversa la boscaglia, ed ora mentre torno facendo baccano con i piedi di proposito , li sento grugnire e fuggire rumorosamente fra i cespugli, per fortuna dalla parte opposta!
mercoledì 31 ottobre 2012
Costruire galleggianti moderni
Ho cominciato a costruire galleggianti molti anni fa, usavo il leggerissimo legno delle radici di pioppo strappate dalle piene del Po e seccate dal sole sul greto. Avevano il pregio di essere molto facili da tornire, ma essendo molto porose erano difficili da impermeabilizzare, ed erano anche molto anche fragili. In seguito ho usato il sughero, molto più resistente e impermeabile, ed ora, fedele all'idea di usare sempre materiale di recupero, uso le ciabatte infradito, le migliori sono quelle più economiche, che sono poco comode e che però ci dispiace buttare. La schiuma poliuretanica di cui sono fatte queste economiche calzature è l'ideale per costruire galleggianti e bombarde, che una volta verniciati con una vernice all'acqua, risulteranno quasi indistruttibili. Per tornire questo materiale, bisogna prima fustellare la soletta con un tubetto, di ferro, ottone o anche la vetroresina di una vecchia canna. Ottenuto il tondino, lo si infila su di una punta di acciaio lucida di 3 mm di diametro mentre gira serrata nel mandrino del trapano o fissata a qualunque altro motore di recupero, io sto usando una vecchi pompa di scarico da lavatrice, che consuma poco e non fa rumore. Se la ciabatta fosse troppo sottile per i nostri scopi, basterà incollarne due, una sull'altra, usando una colla a contatto tipo Bostik.
La punta cui mi riferisco è quella dove si infila il”pezzo”
da tornire, il tondino di sughero o di ciabatta infradito, va infisso sulla
punta mentre sta girando, che dev’essere sottile per non allargare troppo il
foro del galleggiante e lucida perché si infila più facilmente( i galleggianti
sono del tipo ad astina rimovibile con anellino sul fondo) e se il foro fosse
troppo largo il filo della lenza non farebbe attrito. L’alberino del motorino
che ho usato termina con una vite da 5 mm, io ho solo avvitato un lungo dado ed
un’altra vite da 5 poi assottigliata a 2,5 /3 mm, tanto poi l’elasticità della
gomma e del sughero tenderà a chiudere il buco.
venerdì 13 aprile 2012
finitura artificiali
Ho costruito moltissimi minnows, galleggianti, affondanti e suspending, non è difficile immaginare e intagliare pesciolini di legno, mettergli una paletta e vederli nuotare in modo davvero adescante. I problemi nascono con l'uso, il legno assorbe umidità, e succede così che al ritorno dalla pescata, il nostro capolavoro cominci a screpolarsi nelle giunzioni tra legno e stucco nel punto dove passa l'armatura. Ora ho provato a rivestire il prodotto finito di resina epossidica bicomponente. Questa resina che si trova in vendita in numerose forme, e serve per uso nautico, per impregnare la fibra di vetro, per iniettare stampi ecc. Per rivestire piccoli oggetti basta quella venduta sei vari Brico, nelle due siringhe appaiate. A differenza di quella industriale, è molto più densa, ma per l'uso che serve a noi è un pregio, perchè ci permette di dare una mano molto abbondante. Bisogna spremere la quantità necessaria su una superficie liscia e pulita e con la spatolina mescolare i due i componenti. Dopo aver afferrato il minnow per un anellino o per la paletta con una pinza bloccante, spalmiamo la resina con una flessibile spatolina d'acciaio, di quelle per belle arti, immediatamente la superficie apparirà irregolare, ma una volta rivestito completamente l'oggetto, la resina tenderà a livellarsi, purchè l'oggetto stesso sia tenuto sempre in movimento per i 5/10 minuti necessari perchè la resina si solidifichi, meglio se si sta al sole, perchè i raggi u.v. accelerano l'indurimento. La superficie apparirà liscia, trasparente e lucida, e benchè si possa maneggiare, perchè sia ben dura, ci vorrà qualche giorno. Se se ci fosse una bollicina o una piccola imperfezione, si può lisciare con un ferretto scaldato sulla fiamma,(non rovente)
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