giovedì 4 agosto 2011

costruire un pasturatore







Per pescare a legering, è indispensabile usare dei pasturatori, che consentono di portare sul fondo, nelle vicinanze dei pesci che vogliamo pescare, un richiamo sia visivo , che olfattivo. Ci sono in commercio una grande varietà di questi pasturatori, ed è possibile costruirne qualcuno di tipo semplice come questo, fatto con un pezzetto di rete zincata, una lastrina di piombo ed una fascettina di nylon.
Adatto per pasture sfarinate, possiamo farne di ogni misura e peso a seconda delle nostre esigenze.

legering in estate




Ho sempre provato un po' di invidia per quelle persone che tutto l'anno si svegliano prestissimo, senza nessuna fatica e sono immediatamente attive.Io purtroppo faccio parte di quel nutrito gruppo di persone che si alzerebbero verso le otto e mezza/nove, e che preferirebbe andare a pesca dopopranzo, con comodo. In estate questo non è possibile, in estate bisogna andare a pescare di prima mattina, prima che il sole scaldi troppo, inoltre, è risaputo che i pesci abboccano più volentieri la mattina presto, quindi, sveglia all'alba, rapida colazione e in sella al fedele scooter, si parte alla volta del grande fiume, distante una dozzina di chilometri.
Ho portato i soliti bigattini e la solita pastura, ma rispetto all'ultima uscita (a maggio) i risultati sono molto diversi. Fin dal primo lancio i pesci abboccano decisamente, solo che sono barbi di piccola taglia, e per qualche ora è un continuo prendere e rilasciare. Nella borsa ho anche una lattina di mais, e per rompere la noia penso di cambiare esca. Così sostituisco il pasturatore con quello costruito da me, illustrato nel post precedente, e pur innescando ancora bigattini, metto nel pasturatore la pastura compressa sul fondo, un pochino di chicchi di mais, e un altro po' di pastura sopra, in modo che ad ogni lancio e recupero, un po di mais rimanga sul fondo. Passata una mezz'ora, e una decina di lanci, comincio ad innescare il mais, un chicco appena pizzicato su un amo del 12, lasciando l'amo quasi tutto scoperto, quasi subito prendo una breme di oltre due chili, seguita da un'altra identica, segue un barbo di quasi due chili ed una carpa di oltre sei.
Ormai è mezzogiorno, è ora di tornare a casa.

venerdì 15 luglio 2011

Pescare oggi sul Po






Qualche anno fa chi voleva passare mezza giornata di pesca sul po, avrebbe avuto diverse possibilità di scelta: per esempio in caso di acque in calo e un po'velate dopo la piena, avrebbe potuto usare una canna fissa anche solo di cinque metri, e facendo una passatina vicino a riva divertirsi con barbi, cavedani, savette e le immancabili alborelle, a volte talmente numerose da rendere impossibile pescare altri pesci. Con acque più chiare si poteva usare una bolognese per pescare più lontano, oppure una canna fissa più lunga, attrezzi comunque all'altezza delle potenziali prede di allora.
Un giorno di aprile di quest'anno, mentre camminavo sul greto a valle del ponte di Valenza, con in mano la mia canna da spinnning, mi sono imbattuto in un pescatore con la bolognese, specie che credevo estinta, e fermandomi per fare due chiacchiere l'ho visto ferrare un bel pesce, che è poi risultato essere un aspio sul chilo e mezzo. La cosa mi ha fatto ricordare i bei tempi della gioventù e così, preso dall'entusiasmo, torno a casa, compro mezzo chilo di bigattini, preparo la bolognese da 6 metri che ogni tanto uso al mare, mulinello caricato con 0,20, galleggiante da 5 grammi, finale 018, e il pomeriggio seguente sono sul posto.
Dopo qualche fiondata di bigattini e poche passate, il galleggiante affonda decisamente e dopo un bel tira e molla viene a guadino un cavedano che stimo sui due chili, che l'ultimo di questa taglia l'ho visto negli anni '70. Passa una mezz'ora e abbocca un pigo di oltre un chilo, e dopo un'oretta ferro un'altro pesce, che però decide di prendere il largo e non c'è verso di farlo avvicinare, finchè cede il finale.
Alla fine torno a casa tutto contento, il filo del mulinello è da buttare, ed è evidente che la passata con la bolognese non è il modo migliore per pescare i pesci che oggi sono presenti nel Po, infatti il combattimento prolungato allontana gli altri pesci e prima di vedere un'altra abboccata può passare un'ora.
Penso allora al legering, non quello degli inglesi con le loro raffinate cannettine che vanno bene per le pigre correnti e che sono perfette con pasturatori da 30 grammi. Per tenere il fondo nel Po ci vogliono pasturatori molto più pesanti e quindi anche il resto dell'attrezzatura dovrà essere all'altezza, la canna deve poter lanciare almeno 100 grammi, meglio ancora 150, quindi vado a riesumare una vecchia canna da fondo che avevo modificato anni fa, cambiando la punta con una in fibra di vetro piena, abbinata ad un glorioso cardinal 55. Visto che per raggiungere la postazione giusta bisogna sempre camminare, cerco di limitare al massimo l'equipaggiamento. La sacca con una sola canna, mulinello caricato con lo 0,25 ma con una decina di metri di shock leader dello 0,35, che per lanciare un etto è proprio il minimo. Due forcelline per appoggiarla, un guadino, un borsone dove mettere la pastura sfarinata con il recipiente per bagnarla, i bigattini, gli indispensabili pasturatori, qualche piombo, la bilancia per pesare le prede, la macchina fotografica per rivedere le catture, stracci per asciugarsi le mani e una borsettina con la minuteria e con qualche bobina per i terminali. Inutile portare la nassa, meglio liberare subito i pesci e l'utilissimo un seggiolino.
Alla prima uscita inizio con un terminale dello 0,18 da un metro con un amo del 12 con 4 bigattini, e dopo una decina di minuti e due cariche del pasturatore(fatte con un pochino di bigattini+pastura)ho la prima abboccata, grazie alla attrezzatura decisamente "vintage" che mi sono portato, i pesci si possono forzare molto di più che con la bolognese, e riesco rapidamente a toglierli dalla zona di pastura in modo da non allarmare le future prede. Quando ho l'impressione che i pesci si siano fatti furbi, passo allo 0,16 con un amo del 14 con solo 2 bigattini o addirittura un 16 con un unico bigattino
Dopo circa 4 ore di pesca ho preso una decina di pesci: barbi dai 4 etti ai 2 chili e mezzo, 3 aspi, 2 breme e una carpa di quasi 4 chili, tutti liberati appena slamati, pesati e fotografati.
Trent'anni fa c'erano molti più pesci nel Po, oggi ce n'è meno, alcune specie sembrano scomparse, però oggi, diversamente da allora, praticamente tutto il pescato viene rimesso in acqua, ci sono più pesci di grossa taglia e tecniche per pescarli, il divertimento è assicurato, basta adeguarsi.

venerdì 1 ottobre 2010

Riparare la canna





Sarà capitato a tutti di rompere una canna da spinning, il passo successivo consiste nel comprarne al più presto un'altra, però ci rimangono i resti della nostra fedele compagna di pesca alla quale eravamo molto affezionati, quindi proviamo a ripararla.
Generalmente a rompersi è il pezzo di punta, e se la frattura è netta, la riparazione non presenta grandi difficoltà.
Cominciamo col pareggiare i bordi, aiutandoci con una lima a taglio dolce e carta abrasiva, quindi dobbiamo creare un'anima interna che abbia la stessa conicità del nostro cimino, e possiamo ricavarlo da un pezzo di vecchia canna di fibra di vetro, che va
inserito nel pezzo di maggior diametro finchè tenderà ad incastrarsi sporgendo almeno 5 centimetri. Questo dovrà entrare nel pezzo di minor diametro in maniera abbastanza precisa. Tagliamo le eventuali eccedenze, e mettiamolo da parte, perchè bisogna preparare il tutore esterno, che si ricava da una lattina di coca cola, che a differenza di molte lattine è d'acciaio anzichè d'alluminio. Tagliamo con le forbici un rettangolo di circa 5x5 cm che arrotoliamo intorno al cimino in modo da avere una specie di tubetto aperto, che proveremo sulla giunta, tagliando l'eccedenza in modo che i bordi si sovrappongano appena.
Prepariamoci anche un elastico tagliato che servirà per la legatura provvisoria. E' importante avere tutto l'occorrente a portata di mano prima di incollare.
Prepariamo ora un pochino di resina bicomponente, spalmiamo lo spigot e inseriamolo, spalmiamo la parte sporgente e inseriamo il cimino, spalmiamo tutta la parte della giunta per la lunghezza del tubetto, facciamo scorrere in posizione il tubetto e leghiamo strettamente con l'elastico, annodandolo alla fine, e lasciamo asciugare il tutto. Passate almeno un paio d'ore, togliamo l'elastico, e rifinamo accuratemente la giunta, con la solita lima a smussare i bordi e la sovrapposizione della lamina. Se avremo fatto un buon lavoro, la canna apparirà ben dritta.
non rimane ora che coprire il tutto con una bella legatura, che consiglio di fare usando un sottile trecciato, questo consentirà in caso di rottura del giunto di non perdere la punta. La giuntura sarà poi verniciata con altra resina, che faremo asciugare tenendo il pezzo in mano e ruotandolo perchè la resina non coli.
Aggiornamento del 2/16
Purtroppo non si trovano più le lattine in acciaio, la Coca Cola, dopo poco la pubblicazione di questo post ha ripreso ad usare quelle in alluminio che sono troppo deboli per l'uso sopra descritto.
Ho da poco comprato su Aliexpress la sottilissima fibra di carbonio unidirezionale, alla prossima riparazione proverò ad usare quella .

giovedì 30 settembre 2010

Pastura fatta in casa


Chi pesca in mare dalla costa,se pesca in superficie (con il galleggiante o con la bombarda) e vuole vedere un po' di movimento, ha bisogno di pasturare. Questo ci costringe ogni volta che andiamo su un molo o una scogliera, a portarci dietro una congrua quantità di pastura sfarinata, che possiamo acquistare in tutti i negozi di pesca o possiamo facilmente prepararcela da soli spendendo poco o niente. La base è il pane grattugiato, o come faccio io, il pane calpestato. Bisogna raccogliere il pane raffermo anche da chi lo butterebbe nei rifiuti, facciamolo seccare al sole d'estate o sul termosifone d'inverno,e una volta seccato bene lo mettiamo sul pavimento (meglio il garage che il salotto)e lo calpestiamo fino a ridurlo in briciole, che poi raccoglieremo con scopa e paletta. A questo pane sbriciolato possiamo aggiungere: formaggio, residui ammuffiti dimenticati in frigorifero o vecchie croste di parmigiano, e/o sarda o acciuga, che può essere del tipo disidratato in polvere, o del tipo umido che viene venduto in secchiellini. Il tipo umido, come i formaggi molli, si può amalgamare al pane usando una frusta da cucina, o meglio ancora un robot elettrico, approfittando di qualche momento di assenza della moglie, e lavando poi il tutto con molta cura. Possiamo aggiungere eventuali altri ingredienti di nostro gusto e conservare il mix in sacchetti chiusi, ideale sono quelli che contengono alimenti secchi per gatti o per cani, perchè hanno la chiusura ermetica richiudibile e questo è molto utile considerando il profumo che emana il nostro mix.
La pastura si bagna aggiungendo acqua piano piano, mescolando con la frusta. se teniamo la pastura semi asciutta, cioè che bisogna usare una certa forza per formare la pallina, tenderà a galleggiare e a disfarsi in superficie, richiamando una quantità di piccoli pesci, che richiameranno anche qualche predatore, per pasturare il fondo, come si fa per pescare i cefali con il pane, basterà bagnarla ulteriormente, in modo di poter formare delle palline molto compatte, che si disferanno sul fondo, dove eventuali briciole più grandi si confonderanno con la nostra esca.

domenica 18 luglio 2010

esche leggere sul fondo


una decina di anni fa, non avevo ancora pescato siluri a spinning,
fino a quel momento, le mie prede erano state quelle tradizionali, lucci, persici, cavedani e black bass. Poi ho conosciuto Giovanni, un giovane amico ora scomparso, lui era entusiasta di questa pesca, veramente era entusiasta di ogni tecnica di pesca, ma aveva appena scoperto lo spinning al siluro e ci dava dentro ogni momento libero, e visto che abitava a due chilometri dal Po, si può dire che sul fiume e vicinanze ci passava tutto il suo tempo libero.
Alla prima uscita con lui, mi sono convinto che il problema era quello di far giungere l'esca in prossimità del fondo, nonostante la corrente. Giovanni usava grossi ondulanti, roba da 45 grammi, e spesso rimanevano attaccati al fondo. Ho costruito anch'io ondulanti pesanti, di acciaio inox appesantiti con una lamina di piombo sulla faccia interna, e con questi ho preso siluri, prismi e rami sul fondo a iosa.
Ho visto in questi giorni il blog di Beppe Bosio, che consiglio a chi mi legge di visitare, si chiama sport pesca spinning. Beppe è un grande appassionato di spinning e profondo conoscitore del Po e come Giovanni, sostiene che non è indispensabile una grossa esca per attrarre il siluro. Vista l'esigenza di portare un'esca leggera sul fondo, ho pensato a questo aggeggio, costruito con filo di acciaio armonico dello 0,70. La giunta del triangolo viene coperta dal tubetto che si vede in foto, in modo da non offrire appigli alla lenza. Viene agganciato al moschettone della madre lenza da una parte, al moschettone sotto si può agganciare un temolino o un piombo con occhiello, e alla girella tripla viene legato circa 80 cm di nylon dello 0,50 che porta l'artificiale.
All'epoca i migliori risultati li ottenni con leggeri ondulanti in alluminio che verniciavo con vernici fluorescenti. Oggi stimolato dagli articoli di Beppe, ho pensato di rispolverarli per usarli con le esche di gomma.
Con questo sistema il lancio dev'essere un po' accompagnato, non frustato, ed è meglio trattenerlo al momento dell'entrata in acqua o addirittura fino all'arrivo sul fondo, per dar modo al finale di distendersi.
Potremo così lanciare a notevole distanza un allettante pesciolino di gomma, un grub o un filibustiere che scodinzolerà allegramente a pochi centimetri dal fondo.

martedì 13 luglio 2010

Siluri di notte




Naturalmente a spinning. Il regolamento di pesca della provincia di pavia dice : Nel periodo compreso fra un'ora dopo il tramonto del 1° marzo ed un'ora prima dell’alba del 31 ottobre è consentita la pesca notturna all'anguilla,
alla bottatrice e alla carpa. E’ altresì consentita la cattura delle specie alloctone ritenute dannose per l'equilibrio del popolamento ittico, i cui
esemplari non possono essere reimmessi nei corsi d'acqua. La pesca andrà esercitata esclusivamente con canna-lenza (fino ad un numero
massimo di tre), con o senza mulinello, con un massimo di cinque ami. La più dannosa fra le specie alloctone, è senza dubbio quella del siluro, del quale non ci libereremo mai più, ma che ci consente di praticare lo spinning di notte, cosa vietatissima fino a pochi anni fa. Ho intenzione di provare anch'io una di queste sere, e quindi ho costruito due artificiali "dedicati".
E' opinione comune che il siluro di notte cacci vicino a riva in acqua bassa, quindi ho pensato di usare un'esca galleggiante piuttosto vistosa, curando la robustezza dell'armatura più che l'estetica, vedremo...
Ieri sera sono andato sul po per un test, non c'era la luna, ma comunque ci si poteva muovere senza la luce da testa, che accesa attira sciami di zanzare, che comunque non mancano certo anche al buio. Ho provato i miei artificiali e anche un popper di discrete dimensioni.
Siluri neanche l'ombra, ogni tanto qualche grossa carpa che fuggiva rumorosamente, allarmata dal mio pur cauto procedere (non è facile camminare silenziosamente sul greto al buio).
Ho deciso che aspetterò che ci sia la luna per fare il prossimo tentativo, nel caso serva più luce per vedere l'esca che si muove in superficie.